Intervista a Rocco Maruotti
Valentina Stella Dubbio 4 febbraio 2026
Rocco Maruotti, Segretario generale dell'Anm, 50 magistrati sono usciti allo scoperto per votare Sì. Altri sarebbero pronti ad aggregarsi. È un problema per voi?
Assolutamente no, per due ragioni. In primo luogo, perché questa notizia è la dimostrazione di quello che abbiamo sostenuto sin dall’inizio, ossia che i magistrati favorevoli alla riforma sono una assoluta minoranza, all’incirca lo 0,5 % dei quasi 10.000 magistrati in servizio. Inoltre, questo fatto smonta quella falsa narrazione secondo cui la contrapposizione a questa riforma sarebbe di tipo corporativo: l’esistenza di magistrati favorevoli alla riforma dimostra, infatti, l’esatto contrario.
La sua collega Carmen Giuffrida vota Sì perché sostiene che l'Anm punisce chi è fuori dal sistema. Una accusa pesante.
Non conosco la collega ma ritengo che se ciò che ha dichiarato fosse vero sarebbe più coerente, per un magistrato come lei, presentare una denuncia circostanziata piuttosto che limitarsi a rilasciare una intervista in cui si lanciano accuse che, per come formulate, appaiono prive di riscontri.
Nordio ha detto che è "blasfemo" pensare che la riforma mini la vostra indipendenza. Che ne pensa?
Quello usato dal Ministro mi sembra un termine un po’ forte, che va in controtendenza rispetto all’invito alla moderazione dei toni del confronto che in quella stessa occasione il Ministro ha condivisibilmente formulato. Ad ogni modo non darei troppo peso alla forma quanto alla sostanza delle cose, rispetto alla quale non posso che richiamare le stesse parole del Ministro circa il fatto che questa riforma servirà a garantire “libertà di azione” al governo e questo, secondo la lettura che ne abbiamo dato, non solo noi, vuole dire una magistratura meno indipendente dalla politica quale effetto di un indebolimento del CSM. A me pare che il messaggio che passa è che i politici non vogliono essere controllati dai giudici.
Come Anm avevate deciso di parlare delle criticità della macchina giudiziaria durante le inaugurazioni dell'anno giudiziario. Ma alcuni suoi colleghi sono tornati a parlare di riforma e sono stati accusati di fare propaganda. Che ne pensa?
Ho molto apprezzato gli interventi di tutti i magistrati che sono intervenuti nelle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, che hanno giustamente posto l’accento non solo sulle criticità del sistema giudiziario, che non sono state affrontate finora in modo adeguato e su cui questa riforma non incide minimamente, ma anche sul fatto che questa riforma indebolisce la magistratura e riduce ancora di più la sua capacità di rispondere in modo adeguato alla domanda di giustizia, come invece tutti i cittadini meriterebbero.
Fratelli d'Italia utilizzando il logo del Comitato Sì Riforma sta facendo una campagna dicendo che votando Sì le “toghe rosse” non scarcereranno più e non rispediranno indietro i migranti dell'Albania. Come replica?
Si tratta di argomentazioni che non meritano neppure una risposta, perché si inquadrano nella pura propaganda politica. Posso solo dire che anche questo fa parte di quella falsa narrazione che punta solo a delegittimare la magistratura.
Cosa ne pensa delle dichiarazioni di Meloni e Nordio a partire dagli scontri di Torino per cui la magistratura deve far rispettare la legge, non come in passato?
La magistratura applica la legge, lo ha sempre fatto e lo farà anche questa volta. Fa male sentire sostenere il contrario da chi riveste ruoli importanti. Credo che ogni magistrato viva con estrema sofferenza affermazioni come queste che contribuiscono solo a far perdere fiducia nella giustizia.
I sondaggi vi danno in ripresa. Pensa che possa andare meglio se vi esporrete di più nell'agone pubblico o facendo un passo indietro?
Non credo ai sondaggi e penso che non debbano neppure interessare a chi sta semplicemente cercando di aiutare i cittadini a farsi un’idea più chiara sui reali contenuti della riforma costituzionale. La cosa più importante è che in questa opera di informazione sono impegnate, sempre di più, persone estranee al mondo della magistratura e credo che questo sia assolutamente un bene.
La preoccupa che una fetta della sinistra voti Sì?
Assolutamente no, perché anche questo contribuisce a dimostrare che non si tratta di una battaglia partitica, come qualcuno vorrebbe fare credere, ma un confronto tra due visioni su come intendere i rapporti tra i poteri dello Stato. Noi pensiamo che il modello che ci hanno consegnato i Padri costituenti sia quello più equilibrato e che garantisce di più i diritti di tutti i cittadini e che per questo vada preservato.
Il Ministro e Mantovano aprono ad un dialogo con Anm sui decreti attuativi. Accoglie l'invito?
Mi sembra presto per parlare della legge di attuazione di una riforma che ancora non sappiamo se verrà confermata dagli italiani. Mi auguro soltanto che se dovesse arrivare il momento di occuparsi anche di questo, cosa che non auspico, vi sarà da parte del governo una disponibilità reale e non solo apparente.
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